HOTEL PESCILLE
Queste bervi note voglione essere un aiuto ai residenti o visitatori dell'Hotel Pescille e mescolando alle note storiche le curiosità che si trovano sul posto o nelle immediate vicinanze.

La toponomastica
Pescille, Pecille, Piscille, Pescille sono questi i nomi che troviamo nei documenti antichi, tutti con la stessa derivazione: il vocabolo PESCE. Due sono le opinioni sulla derivazione del nome di Pescille: la prima si rifà al carattere morfologico della terra che è ricca di conchiglie fossili, lalra è dovuta al ritrovamento di un documento del 1281 dove si accenna ad un laghetto al confine con San Donato ("infino a lagoscello del prete a Pescille"). In epoca medievale questi laghetti o pisicnali erano molto importanti per l'alimentazione umana che, al contrario, sarebbe stata tutta basata su carne o cereali con i relativi problemi di salute.

Gli Estruschi
Il territorio di Pescille fu, come del resto tutto il territorio di San Gimignano, abitato dagli Etruschi: una piccola necropoli di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) fu ritrovata agli inizi del Novecento in località Poggio Secco a Bucciano, all'estremità est di Pescille. Alcuni reperti di questa ceramica a vernice nera tipica della Fabbrica di Malacena sono esposti nel Museo Etrusco in Via XX Settembre a San Gimignano. Numerosi resti sono stati rinvenuti nelle campagne circostanti. Recentemente in vetta al Poggio alle Corti è stata portata alla luce una tomba molto interessante risalente al V secolo a.C. i cui materiali sono in fase di studio. Un altro sito archeologico è posto nel mezzo al bosco in un luogo detto Al Fornello che poi ritroveremo anche come fornellum de VIII bocche negli statuti comunali del 1314, a testimonianza della continuità abitativa, a testimonianza della comunità abitativa.

Il Medioevo
Il distretto della città di San Gimignano era nella anni centrali del duecento suddiviso in "ville", generalmente della stessa dimensione delle parrocchie rurali, con regolamenti da rispettare e con l'obbligo del servizio militare: nel 1236 furono richiamati, fra gli altri, anche gli uomini di Pescille poichè il comune doveva fornirli come assoldati all'alleato fiorentino.
In grande considerazione erano nel periodo medievale i boschi e per questo il comune avevo nei suoi statuti (1255 e successivi) molte norme a cui la popolazione doveva obbedire: anche gli abitanti di Pescille, in quanto confinari della selva comunale, erano dovuti alla sua salvaguardia affinchè non vi fosse recato alcun danno: mentre le leggi vietavano di bruciare legna per us di fornaci o vetrerie, veniva concessa l'utilizzazione per uso domestico: nel 1254 erano censiti in Pescille ben undici venditori di legni che in quel periodo aveva il prezzo di otto denari la soma.
Benchè il territorio della villa fosse frazionato tra piccoli coltivatori (Cino di Zaccaria stimato nel 1315 per 18 staiora, Duccio di Ugolino vi coltiva un suo possesso nel 1314); ospedali (lo spedale di Santa Fina vi possedeva un podere); il prete (varie terre e un lago); Pescille divenne la culla della famiglia Buonannj il cui capostipite Buonanno, proprietario terriero ebbe grandi discendenza e, anche se cominciarono ad inurbarsi verso la fine del '300 in contrada San Giovanni, i suoi eredi erano ancora lì viventi alla metà del sec. XVI. Dal 1277 vi possedevano terre e poderi anche i Della Torre, una delle più potenti casate sangimignanesi. Comunque la Villa di Pescille fu, in periodo medievale, sempre di media grandezza, risulta infatti dal numero dei fuochi o ceppi familiari, una consistenza numerica così distribuita: 10 nuclei nel 1290, 17 nel 1332, 9 fuochi con 38 anime nel 1350.

 
 

La chiesa dei Santi Bartolomeo e Domenico
Come abbiamo già accennato era la chiesa il centro vitale di queste ville: a Pescille si fa menzione a due dedicazioni diverse, anche se, con tutta probabilità si trattava di avvicendamenti di culto: nel 1220 la bolla di Papa Onorio registra: "eccl. S. Martini a Piscille", mentre nelle Rationes Decimarum dei secc. XIII e XIV la chiesa è dedicata a S. Bartholomei de Piscille e tale rimane durante il periodo delle visite sinodali del 1313 e 1441. Nel 1768 si aggiunse S. Domenico, ma già nel 1781 fu annessa alla chiesa di Racciano e la struttura trasformata in tinaia.
La piccola chiesetta già trasforamata in tinaia si può vedere salendo fino al podere la Lastra: misura 12m x 6m con conci di pietra locale sgrossati e murati a filaretto; l'ingresso ancora visibile è costituito da un arco a sesto ribassato sormontato da un altro arco a tutto sesto fabbricato in mattoni.
All'incrocio fra la provinciale e la strada di Pescille la casa che vediamo è il resto di una vecchia fornace di mattoni; l'edicola al limite del muro di cinta fu fatta costruire dall'ing. Farsi nel 1850:l'immagine votiva è una copia dell'originale e rappresenta la veneratissima Madonna di Pancole.
La villa padronale che oggi è l'Hotel Pescille fu costruita dall'ing. Tito Farsi con probabilità sfruttando anche costruzioni precedenti: iniziata a metà del XIX secolo, fu terminata nel 1884 come si vede dalla data posta sulla chiave di volta dell'entrata binata al di sopra della scalinata e relativo ballatoio. Una meridiana era costruita all'ingresso sud.
La torre, o meglio, la casa-torre (normalmente venivano costruite per la sicurezza del signore delle terre circostanti e, solitamente, lungo i percorsi viari) si presenta nel complesso rurale al bivio della via di Pescille e la via di Bucciano.

La viabilità antica
In questa piccola ricerca non possiamo dimenticare le strade la cui importanza fu basilare per lo scambio non solo di beni materiali ma, anche e soprattutto, per le idee: in una sola parola la "civiltà".
Pescille era, ed in gran parte lo è ancora, attraversata da importanti tracciati che assolvevano ottimamente al compito di facilitare l'incontro fra le varie popolazioni di ville o castelli e, alcune volte, anche fra città e comuni limitrofi, faceva cioè parte di quel groviglio di sentieri e vie che costituivano il necessario corollario alla "Via Francigena".
La prima strada che prenderemo in considerazione sarà la cosiddetta "Via Antica Maremmana", ora strada declassata a vicinale, che fiancheggia Poggio Secco ed il più alto Poggio alle Corti ("alle" può derivare dal latino apud = presso), infatti l'altura si trova a metà tra le frazioni di San Donato e Racciano che in epoca medievale avrebbero potuto essere le sedi di due "corti", cioè due entità agricole di origine longobarda, e metteva in comunicazione San Gimignano con Volterra tramite la connessione alla "volterrana sud" che, ricalcando l'attuale strada statale, era la più veloce per arrivare alle saline volterrane.
In secondo luogo troviamo proprio la via denominata "di Pescille", questa altro non è che il naturale proseguimento della "Via Vecchia di Castel Sangimignano" in uso prima della costruzione dell'attuale provinciale che agli inizi del 1900 era l'unica con tale denominazione e, toccando la città, conduceva a Poggibonsi. Anticamente questa strada, all'altezza di San Donato, deviava verso Castelvecchio: dall'elenco delle strade comunali del 1339 si rileva infatti che coloro che abitavano od avevano possessi in Pescille, San Donato e naturalmente Castelvecchio dovevano mantenerla a proprie spese e con il loro lavoro.

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